Una lezione molto particolare con Matteo

lezione molto particolare

Avevo appena dato il mio primo esame, il più tosto dei tosti di quella sessione: statistica. Un vero e proprio mattone, ma io con i numeri ci sapevo fare davvero, e quel trenta me l’ero davvero meritato. Matteo, invece, era stato bocciato.

Eravamo compagni di corso ma prima di tutto eravamo molto amici: eravamo cresciuti insieme, nello stesso quartiere, e mi dispiaceva che il mio amico fosse stato bocciato così, alla prima volta, al primo tentativo.

Decisi allora di aiutarlo: gli avrei dato qualche lezione a casa, visto che la materia per me era fresca e avrei potuto fare qualcosa per lui. Ci ritrovammo a casa mia tutti i giorni, puntualmente alle 8.00 del mattino: la casa era sempre vuota, perché mia madre lavorava in un uno studio legale tutti i giorni dalle 8.00 alle 18.00, e la tranquillità era d’obbligo.

Finché non arrivò quel giorno speciale, quello in cui tutto cambiò. Matteo era diverso dal solito: molto più impacciato, quasi non sosteneva il mio sguardo. Non mi ero mai accorta che fosse così timido ed in effetti non lo era mai stato: da bambini giocavamo spesso insieme e non so quante volte lo avevo visto nudo, vista la nostra amicizia. Ma quel giorno divenne tutto diverso.

Gli chiesi come mai fosse così teso, e fu così che Matteo non resistette: mi disse che da tempo nutriva dei sentimenti per me, una vera e propria dichiarazione che mi lasciò di stucco. Io non avevo mai pensato a Matteo in quel modo: bello era bello, non c’era nulla da dire. Aveva un fisico scolpito, i muscoli al punto giusto, e da quel che avevo capito anche il suo membro era in grado di regalare delle belle emozioni.

Pensai proprio al suo membro eretto, in quel momento, e mi sorpresi eccitata. Così, lo baciai: mi avvicinai a lui, gli tolsi la camicia, mi spinsi con il seno addosso al suo petto e mi strusciai, quasi come una gattina in calore. In pochissimi istanti, il suo membro divenne sempre più eretto e così lo liberai, facendolo svettare al mio cospetto: lo iniziai a succhiare e a leccare, facendo su e giù con la mia bocca mentre gli presi la mano e la spostai sulla mia passera umida.

Gli feci infilare prima un dito, poi due, e lo feci stantuffare mentre io leccavo avidamente il suo glande, prossimo a regalarmi un intenso orgasmo: venni anche io, mentre la sua crema riempiva il mio volto, e lui, soddisfatto, urlava di piacere.

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