Pulizie e sesso a casa di Guglielmo

pulizie e sesso

Era ormai da tre anni che frequentavo la facoltà di farmacia, ed i colleghi che avevo conosciuto durante questi anni erano davvero molto gentili e simpatici. Uno tra questi era Guglielmo, ma era anche quello con cui mi trovavo meglio.

Era un timido studente fuori sede, molto preparato e che metteva la sua preparazione a disposizione degli altri, soprattutto verso la mia persona.

Spesso andavo a casa sua per studiare chimica: una materia che rappresentava il tallone di Achille per me e che invece per lui ne era il punto di forza.

In genere, dopo aver studiato in quel monolocale – che un’anziana signora gli metteva a disposizione dietro retta d’affitto mensile –  mi fermavo a far le pulizie dello stesso.

In fondo, il mio collega era pur sempre un giovane uomo, lontano dalla mamma che fino ad allora aveva provveduto a lui e alle faccende domestiche.

Guglielmo mi era molto riconoscente per questo, e sentendosi in difetto cercava di aiutarmi nel far brillare la sua casa.

Una sera, dopo aver studiato sodo, decisi di pulire il lampadario del suo salone e, salita su una piccola scala portatile a tre gradini, mi accorsi che Guglielmo osservava timidamente eccitato le mie gambe coperte da un vestitino appena sopra il ginocchio.

Lucidato quel lampadario e scesa da quella scala, ebbi modo di osservare l’eccitazione evidenziarsi dai suoi pantaloni, e allora mi proposi a lui facendogli un’improvvisa fellatio che mi vide inginocchiarmi davanti a lui e, lasciando scorrere indietro i miei lunghi capelli, cominciai a succhiare la sua asta rigida come se fosse un gelato al limone con al suo interno una viscosa crema bianca, che da lì a poco finì nella mia gola regalandomi un’eccitazione immensa.

Il piacere da lui provato spinse Guglielmo a divenire un po’ meno timido, e a chiedermi se avesse potuto ispezionare la mia passera con la sua grossa arma lunga 22cm.

Sicuro della mia risposta affermativa cominciò a sfiorarmi con il glande le grandi labbra, facendomi repentinamente sviluppare fluidi che permisero alla sua asta di affondare velocemente su e giù per la mia cavità del piacere.

Poco prima di raggiungere l’orgasmo, Guglielmo tirò fuori la sua asta dalla mia vagina e mi inondò del suo caldo sperma che io spalmai come una crema per il corpo sui miei grandi seni.

Quella sera capii che anche i maschi più timidi, se provocati dalla carne, alla carne cedono.

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