Sesso Saffico in aula studio con Francesca

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Francesca era una ragazza molto sicura di sé. Mi piaceva il modo in cui mi parlava della materia che più le stava a cuore, la matematica: una materia che, a ben pensarci, non è necessario discutere perché, come spesso diceva anche lei, “o la capisci o la capisci”.

Eppure lei, con la passione che la contraddistingueva, sapeva sempre trovare gli argomenti giusti per convincermi a studiare, anche quando, di studio, proprio non ne volevo sapere. Era grazie a lei se ero in linea con gli esami, ed era ancora grazie a lei se avevo superato brillantemente diversi test.

Eppure, quel giorno in facoltà, mentre ci trovavamo in aula studio, Francesca aveva qualcosa di diverso. Mi piaceva. Io, che avevo scoperto già da tempo la mia sessualità diversa, non mi ero mai interessata a quella mia collega che, a ben vedere, aveva tutto l’aspetto di un essere maschile: non si truccava mai, parlava spesso di auto, aveva i capelli corti, e non l’avevo mai vista con un uomo. Insomma, aveva tutte le carte in regola per essere anche lei una persona a cui piacevano le donne.

Decisi di provarci, mi dissi “o la va o la spacca”: sorpresi Francesca sfiorandole il collo mentre prendevamo un caffè durante la pausa. Quel giorno l’aula studio era praticamente vuota, e Francesca mi sembrò del tutto a suo agio: continuai a sfiorarla, e vidi che non solo la mia collega ed amica non mi aveva rifiutato, ma anche che aveva iniziato a ricambiare i miei interessi verso di lei.

In men che non si dica mi ritrovai la sua mano tra le mie gambe, a cercare di insinuarsi tra le pieghe del mio vestitino per risalire fino ai miei slip ormai praticamente fradici: iniziai ad ansimare quando Francesca trovò l’ingresso del mio piacere, muovendomi con foga e con voglia, mentre la sua mano mi regalava, con tocchi magici, un piacere infinito.

Incurante del fatto che potesse entrare qualcuno, lasciai fare la mia amica: aprii bene le gambe, e le consentii di infilare tre dita nella mia passera umida, mentre, con gli occhi socchiusi, mi dedicavo al piacere che stavo ricevendo. Francesca mi baciò, incollandosi alle mie labbra e facendomi provare un vero e proprio sussulto: poi, mentre con una mano toccava il mio seno, l’altra continuava a dedicarsi alla mia passera, fino a farmi provare un orgasmo che non provavo da tempo. Le contrazioni della mia vagina divennero sempre più veloci ed io, che da tempo non ero sfiorata da una donna, mentre venivo implorai Francesca di farmi godere ancora, magari a casa sua…

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